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POLITICA
4 gennaio 2009
Le necessità indotte
Dopo la seconda guerra mondiale gli americani che vennero in Italia e trovarono un paese molto più arretrato di quanto si aspettassero. Oltre a dare il via al piano Marshall portando viveri e generi di prima necessità diedero il via all'industrializzazione italiana.
Il problema era che una volta portati i prodotti andavano creati i consumatori. Già, perchè gli italiani fino a poco prima erano abituati ad uno stile di vita molto semplice, fatto di tanto lavoro e di sopravvivenza e dove il divertimento ed il tempo libero era organizzato dal regime. Ora non era più così ed il modello propostoci, quello liberista, prevedeva che gli italiani si trasformassero in consumatori. E così, in anni e anni, ci trasformammo in consumatori ed ecco il via al boom italiano.
Ciò dimostra come le necessità possono venir indotte. Gli italiani che vivevano anche in modo semplice sentirono l'esigenza di avere la lavatrice, la lavastoviglie, la macchina di proprietà, il televisore, eccetera eccetera. Questo è un bene o un male? Io credo di vivere una vita piuttosto soddisfacente e piena di comodità, quindi ne vedo i lati positivi. Dietro però c'è molto di più, c'è il cambiamento di mentalità. La lavatrice infatti non è più ritenuta un "più", ma una necessità primaria.

Questa mattina guardando Omnibus Rewind sento che gli italiani, intervistati di recente, si sentono minacciati dalle intercettazioni e sentono l'esigenza di una riforma. Gli italiani fino ad un anno fa mai si sarebbero sentiti minacciati da questo. Anzi, fino ad un anno fa si sentivano rallegrati dall'esistenza delle intercettazioni. Grazie a loro, infatti, si sono scoperti scandali come "i furbetti del quartierino", "gli scandali calcistici" e altri ancora. Senza le intercettazioni forse oggi RCS sarebbe di Ricucci o di Coppola. Cose da niente? Insomma, visto che il Corriere è il primo giornale del paese! Inoltre erano nel consiglio di Mediobanca, per i più sconosciuta, ma è l'istituto che governa l'economia italiana, in buona sostanza. Sono bastati pochi mesi, di rapido convincimento e di bombardamento mediatico, per far pensare alla gente comune di rischiare di essere intercettata. Ora anche il panettiere, l'operaio, il fruttivendolo hanno paura di venir intercettati.
Vi dico la verità, io non ho paura di venir intercettato, vi prego intercettatemi pure. Quando dico al mio amico Ale che ci vediamo alle 15:00 davanti alle poste non temo l'intercettazione, quando scrivo ad Eki che ci si può vedere anche prima non temo di essere intercettato! Forse perchè so che non faccio nulla di male, forse perchè "so bene" che le intercettazioni devono essere disposte da un magistrato! Il caso delle intercettazioni Telecom? Ok, parliamone, ma quelle possiamo ben dire che sono intercettazioni illegali e quindi punite già ora da una legge. Non c'è bisogno di una nuova legge per punire qualcosa che già oggi è reato. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per la magistratura e non esistono crimini minori, perchè a volte attraverso un piccolo furto si arriva al capo clan mafioso. Da un dipendente che arriva sempre in ritardo si può arrivare al dirigente pubblico che fa del clientelismo il pane quotidiano.
Chi ha la coscienza pulita può stare sereno. Io sto sereno, fatelo anche voi! E poi, per piacere, in un momento come questo cerchiamo di risolvere i problemi economici che attanagliano il paese! Per favore!



permalink | inviato da parvi81 il 4/1/2009 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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