POLITICA
10 ottobre 2008
Salvare le banche senza salvare i banchieri
Scrivo meno sul BLOG, da qualche mese.
Per mancanza di argomenti, in
parte, per mancanza di voglia, in parte, per colpa di facebook, un po'
ma non troppo. Facebook infondo è uno strumento che odio, ma poi alla
fine ci cado un po' dentro. Lo odio perchè vedo gente che ormai vive
li, ogni 5 minuti, dice cosa sta facendo e poi, quando esce, non fa che
parlare di cosa ha visto su facebook e mi stressa la vita! Dall'altra
però ho trovato qualche amico che ogni tanto mette su qualche foto e
poi, perchè no, una che mi piace e che quindi riesco a seguire, in modo
un po' feticistico ma nell'unico modo che ho di poterlo fare, nella
speranza di trasportare tutto nel mondo reale!
Dopo questa breve digressione, piuttosto inutile, vado sul pezzo.
Il
governo ha fatto passare un decreto che protegge i risparmiatori. BENE.
Come ha deto Bersani (che continuo a ritenere, a raggion veduta, il
miglior politico italiano) non è abbastanza, però in momenti come
questi bisogna anche saper guardare il bicchiere mezzo pieno. E poi, è
inutile, ci sono politiche diverse tra destra e sinistra, altrimenti
non avrebbe senso stare in schieramenti diversi. La destra propone, con
quei 4 soldi che ci sono, di abbassare le tasse. La sinistra invece
propone di dare aiuti alle famiglie ed ai piccoli inprenditori che si
vedono rifiutare le richieste di prestito dalle banche (per noti
motivi).
Le elezioni però le hanno vinte loro e loro la politica la
fanno così. Ripeto, è culturale. Poi vagli a spiegare che è colpa della
loro cultura (quella iper liberista delle tasse basse e delel regole
che non esistono) se siamo dove siamo, ma questo è poi un discorso
molto più largo e complesso. Non voglio dire che le tasse devono essere
alte per forza, ma laddove danno servizi allora devono esserci! Cazzo
se devono esserci!
In ogni caso si salvano, con il decreto, non solo
i conti dei risparmiatori, ma si salvano di riflesso anche le banche!
Ieri però, al senato, è passato un emendamento che, oltre a salvare le
banche, tentava di salvare pure i banchieri! Più in generale gli
imprenditori, però visto il problema di questi giorni ci soffermiamo
maggiormente proprio sui banchieri.
E' lecito salvare le banche?
Credo di sì. Sarà fondamentale cambiare le regole, ed in fretta, ma le
banche sono lo strumento attraverso il quale facciamo impresa, facciamo
produzione, facciamo benessere. Senza il prestito non si imprende e se
non si imprende non si produce e se non si produce, nel mercato
globale, non si sopravvive. Quindi le banche devono sopravvivere.
E'
giusto salvare i banchieri? Assolutamente no. In una società come la
nostra i manager sono strapagati per il loro lavoro. In questi anni bui
gli unici che hanno visto aumentare a dismisura i loro guadagni sono
proprio i grandi manager. E' sbagliato? Non per forza, laddove ti fai
carico dell'azienda. Vedi Marchionne per FIAT: ha preso un'azienda
sull'orlo del collasso, l'ha riportata tra le grandi del mondo, si
merita qualche soldino in più. Però, laddove sbagli, è giusto che
paghi. Ed è a maggior ragione ancora più giusto se nello sbaglio c'è il
dolo e quindi la consapevolezza di fare del male a fin di male (cioè
per le tue tasche)!
Per tornare all'emendamento di prima, per
fortuna un intervento di Bersani, poi Di Pietro e poi Casini e poi di
Tremonti lo farà ritirare, ma il segnale è bruttissimo. Non si deve
dare questa idea, altrimenti i risparmiatori italiani non investiranno
mai più, e faranno bene, o almeno non lo faranno in Italia.
Quindi
adesso che vengano salvate le banche, che si ragioni sui motivi di
questa crisi e che si prendano provvedimenti per migliorare le cose, ma
chi ha sbagliato deve pagare. Questo non è giustizialismo, è la
giustizia, è scusate se è poco!
| inviato da
parvi81 il 10/10/2008 alle 9:20 | |